Spider man : il regno

Con tutti gli sforzi fatti dalla Marvel per riallineare l’Uomo ragno al personaggio giovane e giovanile dei film, questa graphic novel di Kaare Andrews arriva come una benedizione per tutti quelli (come noi!!!) che continuano a fare il tifo per una continuity di decenni, cancellata con un colpo di spugna.

La miniserie, quattro uscite, raccolte non nella formula nera-cartonata-uguale-all’originale-MarvelKnights (come è stato fatto invece per una bellissima mini su Wolverine.. di cui bisognerà parlare un po’ di più di quanto abbiamo fatto), ma nei più consueti 100% Marvel, è stata giustamente paragonata al Cavaliere oscuro di Miller (di cui ricorda a tratti anche i disegni e le atmosfere…) al momento dell’uscita negli USA, nel 2006. Io ci aggiungerei anche un pizzico di V for Vendetta, tanto per farvi capire che è una storia bellissima e che merita sicuramente.

In un imprecisato futuro, una società del controllo totalitario sta per installare una Ragnatela (?) sulla città di New York come ultimo, estremo strumento per garantire la sicurezza ai suoi cittadini, già privati di ogni diritto sociale e di ogni occasione di incontro e di libero dibattito, con i giovani writers (che scrivono sui muri Where did U  go? in rosso…) puniti a mano armata dalle forze speciali del Regno, una milizia municipale superarmata che ha il totale controllo delle strade, e la totale libertà di uccidere, picchiare, fare quel che vuole di chiunque violi i mille divieti che impediscono, in pratica, di vivere;  l’unica libertà che resta, guarda un po’, è quella di farsi lobotomizzare da una versione TV del Daily Bugle, in cui giornalisti asserviti cantano lodi e intervistano in ginocchio il sindaco che ha appena annunciato il prolungamento imprecisato del proprio mandato, ovviamente per seguire meglio lo sviluppo della Ragnatela -  “perchè la sicurezza ha un prezzo”.

In questo scenario, un vecchio Peter Parker, appena licenziato per l’ennesima volta, assiste ad una di queste esecuzioni sommarie, preoccupato solo di salvare un mazzo di fiori, da portare – intuiamo – a MJ, di cui vede il fantasma in casa propria e con cui parla, confessando il proprio fallimento totale e il proprio senso di colpa, per averne causato la morte – dovuta alla lunga esposizione alle radiazioni che lo hanno contaminato facendo di lui l’Uomo ragno.

In questo scenario già tristissimo, un vecchio, pazzo e visionario JJ Jameson, arrivando dalle montagne dove si è rifugiato per sfuggire da questa nuova civiltà del controllo totale, che pure ha contribuito non poco a creare,  riesce a rintracciare Parker in città e gli porta un regalo: la sua vecchia macchina fotografica dei tempi del Bugle -  nella cui scatola però c’è anche… la vecchia maschera del costume nero dell’Uomo ragno, quello di Back in black.

Mentre Jameson tenta di fare ammenda dei suoi crimini mediatici, mettendo in piedi una resistenza di ragazzini di strada, Parker si trova ad affrontare pubblicamente le forze del Regno – aiutate da cloni dei suoi nemici storici (il Cacciatore, Electro, l’Uomo sabbia, Hydroman, lo Scorpione…). La battaglia, ritrasmessa in tutta la città hackerando il segnale del Daily Bugle TV  (ah, V for Vendetta…) scuote le coscienze dei cittadini, ma l’Uomo ragno sembra soccombere quando… un Deus ex machina sotto forma del (vero?) dr. Octopus lo salva e lo porta alla tomba di MJ, dove è sepolto anche… il vecchio costume rosso e blu.

Nel frattempo JJJ è entrato nella torre di controllo della Ragnatela, che è anche sede del sindaco, per scoprire che… il sindaco è in realtà posseduto da Venom, che è la vera mente dietro al tutto e che ha l’unico scopo di ritrovare l’Uomo ragno e fargliela pagare.

Come finirà?
Direi che vi ho già detto fin troppo, andate e leggete! ;)

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3 commenti su “Spider man : il regno”

  1. Gohan Dice:

    L’ho letto giusto la settimana scorsa…

    Qualche considerazione veloce…

    A mio parere si trattta di una gran bella storia (chiari i riferimenti politici, alla questione filosofica connaturata alla contarapposione libertà-sicurezza, il tutto condito da una buona prosa e da uno stile grafico che trovo adatto alle astmosfere), ma non è una storia dell’Uomo Ragno…

  2. Gohan Dice:

    Molto semplicemente il protagonista non è Peter Parker…

    Cerco di spiegarmi meglio, partendo da una tua frase, ovvero:
    “questa graphic novel di Kaare Andrews arriva come una benedizione per tutti quelli (come noi!!!) che continuano a fare il tifo per una continuity di decenni, cancellata con un colpo di spugna.”

    Il personaggio dell’Uomo Ragno si fonda sul senso di colpa (per l’omicidio dello zio Ben) e sul conseguente senso di responsabilità che da esso deriva e di cui è la naturale evoluzione…

    Senso di colpa/responsabilità che è rivolto sia nei confronti di zia May (che l’ha cresciuto amorevolmente come un figlio e che lui ha “ripagato” causando l’omicidio del marito) sia nei confronti della collettività…

    Questa duplice responsabilità rende l’Uomo Ragno un personaggio tormentato perchè molte volte per combattere il crimine è costretto a tracurare e ad abbondanare le persone che ama e alle quali sente di dover qualcosa (vedi zia May), ma d’altra parte se si dedicasse esclusivamente alla propria vita e quindi alla cura dei propri affetti si sentirebbe comunque in colpa perchè permetterebbe la realizzazione di tragedie come quella che ha colpito suo zio Ben pur avendo il potere di impedirle…

    Nonostante ciò, ovvero nonostante l’origine dell’Uomo Ragno sia legata ad un lutto e la sua vita sia contrassegnata dalla tensione derivante dalla situazione descritta sopra l’Uomo Ragno è un personaggio positivo, che si rialza sempre e che sdrammatizza le avversità della vita attraverso una dose massiccia di ironia..

    Il successo del personaggio deriva propria da questo, dal fatto che la sua vicenda è una tragicommedia…
    La sua serie è allegra, solare, lui è un simpatico cialtrone parecchio sfigato, una sorta di Paperino del mondo reale, che il destino molto spesso caccia in situazione grottesche tipo commedia degli equivoci e che combatte contro avversari kitch e improbabili sparando battute a ripetizione, serie che contiene però picchi altissimi di drammaticità; alla fine la morte di Gwen Stacy è stato l’evento che tutti hanno unanimemente riconosciuto essere quello che ha fatto perdere “l’innocenza” al mondo dei comics facendoli entrare nell’età adulta.

    Spensieratezza e tormento, divertimento e tensione drammatica, ingenuità e introspezione psicologica, concetti apparentemente opposti racchiusi tutti insieme in un unico delizioso mix con la morale positiva del senso di responsabilità a fare costantemente da stella polare…

  3. Gohan Dice:

    Ora, se il personaggio di Peter/Spiderman è questo non c’entra nulla con quello de “Il Regno”…

    Non riesco a riconoscere nel vecchio patetico, cupo, visionario e paranoico protagonista de “Il Regno” Peter Parker, sia perchè in lui non vi è alcuna ironia sia perchè ha rinunciato al suo senso di responsabilità…

    Ti lancio una provocazione…

    Prendiamo “One More Day”…
    Mefisto in una storia dell’Uomo Ragno c’entra quanto Galactus in una storia del Punitore…
    D’accordissimo con te sul fatto che cancellare (e incasinare) 20 anni di continuity con un colpo di spugno dia una cosa assai discutibile…
    Lasciamo anche stare quello che viene dopo…
    Concentriamoci sulo su quella singola storia…
    Da più parti ho letto che lo Spiderman di “One More Day” è “dannato” perchè a causa del patto con Mefisto rinnega l’insegnamento di zio Ben sul senso di responsabilità e che quindi con questa saga si sono intaccate le radici stesse del personaggio…
    Ma il patto che Peter stipula con Mefisto non cambia assolutamente nulla riguardo il discorso “senso di responsabilità”…
    Lui grazie a quel patto salva zia May (senso di colpa/responsabilità nei confronti dei suoi affetti) e nel farlo non dà il suo asenso ad un accordo che prevede -ad esempio- la rinuncia ai suoi poteri, continuando ad essere l’Uomo Ragno e a combattere contro il crimine, assolvendo quindi la missione derivante dal senso di colpa/responsabilità per quanto riguarda la dimensione “collettiva”…
    Certo, perde Mary Jane, ma Mary Jane nelle condizioni stabilite dal patto lei non muore, e dal momento che è viva lui in fondo alla sua anima può sperare che un giorno il destino la porterà di nuovo all’interno della sua vita…

    Ne “Il Regno” invece dopo la morte di Mary Jane per decenni lui non fa nulla rendendosi complice del dilagare del male, lì sì tradendo il suo principio guida!

    Spero che la provocazione si sia capita, non volevo certo difendere “One More Day” (e venire conseguentemente ricoperto di insulti da tutti i fans del personaggio)!

    In conclusione…
    “Il Regno” è un volume che ho letto con piacere, che sicuramente rileggerò in futuro, che consiglio a tutti quelli che vogliono leggere una gran bella storia ma non a chi vuole leggere una storia prettamente “ragnesca”…

    Miller è uno dei miei autori preferiti, rileggo il suo “Batman: Anno Uno” praticamente una volta al mese, ma non tutte la atmosfere si adattano in modo credibile a tutti i personaggi, e a mio modo di vedere “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” cucito addosso all’Uomo Ragno snatura eccessivamente il personaggio…
    Se invece si vuole leggere semplicemente una gran bella storia -lo ribadisco- assolutamente disco verde!

    Avevo detto che avrei fatto solo un paio di considerazioni veloci, e invece…
    Scusa per il papiro!


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