Civil War – tu da che parte stai?

Dopo le saghe della Casa di M e della Decimazione, nel mondo Marvel è iniziato un nuovo evento che si annuncia come epocale. Inizia così:

cap inizia civil war

Non uno qualunque: Capitan America che dice, questo piano ci dividerà.
Ci sarà una guerra civile.

Il piano è l’Atto di Registrazione dei Superumani – la schedatura globale di tutti gli esseri dotati di super-poteri (mutanti o no… siamo dopo la Decimazione!) e la conseguente messa fuori legge di chi non si fa registrare.

Super-eroi fuori legge.

Certo chi ne sa un po’ dice, niente di nuovo: abbiamo già letto The Watchmen.
Chi ha frequentato un po’ il mondo Marvel, specie dalle parti degli X-Men (e sarete un po’, dopo tutti i film…) sa che una minaccia simile pendeva sulla testa degli eroi mutanti praticamente da sempre.

Per tutti gli altri, per la maggioranza, è qualcosa di radicalmente nuovo.
I paladini della giustizia, messi sotto dalla giustizia.
Si tratta di sottomettersi al potere dello stato oppure farsi da parte, oppure essere dei fuori legge.Certo per gente come Devil, o l’Uomo Ragno, è storia vecchia; eppure dopo i cambiamenti degli ultimi tempi, adesso l’Uomo Ragno fa parte dei Vendicatori, qualche scatto di carriera ce l’ha avuto… ma Capitan America in clandestinità come lo vedete?

Al di là della malattia collettiva di andarsi a schierare pro o contro l’Atto (Tu da che parte stai? è il claim che accompagna la promozione della saga da diversi mesi…) ci sono un bel po’ di implicazioni più o meno tra le righe, che mi fanno venire una voglia matta di vedere cosa succederà. A voi no?

E se dicessi che tra i sostenitori dell’Atto c’è gente come Iron Man / Tony Stark (in tutte e due le vesti) o Reed Richards dei Fantastici Quattro?

E se dicessi che esattamente come succedeva prima per gli X-Men e gli altri mutanti, esattamente come succede sempre, c’è chi aizza la folla e fa partire la psicosi collettiva contro i super-umani?

E se dicessi che l’inizio vero, il punto che scatena i titoli dei giornali e i sermoni dei predicatori dell’odio, è un grave incidente causato dallo scontro tra il supercriminale Nitro e un gruppo di giovani superumani che sta partecipando ad un reality?

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7 commenti su “Civil War – tu da che parte stai?”

  1. sikandar Says:

    La sto seguendo con molto interesse, anche se in realtà non so ancora da che parte stare.
    In ogni guerra civile non vi è mai chi è dalla parte giusta o dalla parte sbagliata, non vi suono i buoni e i cattivi (e spero chese questo punto la marvel non vada a semplificare le cose).
    Vi sono solo due schieramenti che combattono ognuno per le sue idee, condivisibli o meno.
    Entrambi credono di essere dalla parte giusta, entrambi combattono per ciò che considerano il bene del loro stato, è questo il disastro delle guerre civili.

    Saluti

  2. michelefrost Says:

    Civil war mi piace perchè mette il dito nei veri problemi di una situazione di questo tipo: ognuno ha le sue ragioni, e sembrano tutte perfettamente legittime e motivate, quindi… da che parte stare, nel momento in cui però una posizione esclude l’altra?

    Penso che il punto sia proprio questo, avere delle motivazioni per decidere da che parte stare.
    E anche, avere il coraggio di cambiare idea se ci si accorge di aver promesso fedeltà ad una causa che in fondo, non rispecchia le proprie motivazioni.
    Su questo, so per certo che ci saranno sorprese.

  3. sikandar Says:

    “E anche, avere il coraggio di cambiare idea se ci si accorge di aver promesso fedeltà ad una causa che in fondo, non rispecchia le proprie motivazioni.”

    Su questo non la penso così.
    Posso capire chi cambia idea, se realmente cambia opinione, ma troppo spesso molti lo fanno per comodo.

    Ma rispetto molto di più chi mantiene fede ad un patto fatto, anche se si accorge che ciò lo sta portando alla sconfitta, o anche se realizza che forse in principio aveva agito d’ istinto senza pensarci bene. (la parola di un samurai è più salda dell’ acciaio, dice l’ HAGAKURE).
    Ciò è quello che fecero i giovani dell’ RSI durante la gueera civile italiana nel ’43-’45. Mantennero un patto di fedeltà al Duce.
    Anche se ormai sapevano in partenza che non avrebbero potuto perdere. Non è mai una questione di bene o male, è una questione di fedeltà ad un ideale.

  4. michelefrost Says:

    chi cambia idea per comodità o convenienza è una banderuola e personalmente non fa testo (anche se poi sono migliaia di persone…).

    Mi interessa chi cambia idea perchè si accorge che gli hanno raccontato balle, o che chi sembrava una limpida guida in realtà ha agito per il suo tornaconto, o che (come nel tuo esempio) uno si è trovato a tener bordone agli assassini e ai promulgatori di leggi razziali -insomma chi è in grado di valutare, di applicare categorie morali – anche se ovviamente qui stiamo uscendo dalla chiacchiera su un fumetto marvel.

    Se i combattenti della RSI sapevano in partenza che non avrebbero potuto *vincere* (per la precisione… sai com’è, ci tengo), non mi interessa, son fatti loro. Mi interessa se avevano motivazioni, se erano d’accordo con quel che facevano oppure no.

    Dato che avevano la possibilità di essere altrove e fare altro.

    E che onore e fedeltà, dalle mie parti non è un motivo sufficiente per ammazzare e farti ammazzare.

  5. sikandar Says:

    capisco cosa intendi e lo rispetto, ognuno ha le sue opinioni.

    E’ che per me semplicemente, essendo il bene ed il male due categorie soggettive e non generali (ciò che può essere bene per un musulmano, può non esserlo per un Indu’, e vice versa), alla fine ciò che fa di un uomo tale definizione è il rispetto alla sua parola, l’ obbedienza, l’ onore e la fedeltà.
    Il motto delle SS, era appunto “il mio onore si chiama fedeltà”.

    Il samurai era disposto a togliersi la vita se il suo padrone glielo ordinava.

    Però tutto questo nell’ epoca dei macDanold, dei sexy shop, dei DICO, dei multisala, di MTV, dei liofilizzati e di internet è difficilmente comprensibile ed accettabile.

    Comunque ti ripeto, posso capire se per te è inaccattabile capire le SS, i kamikaze o quant altro per quello che hanno fatto.

    Però anche tu cerca di capire diversi punti di vista.

  6. michelefrost Says:

    Ecco appunto.
    Il samurai che si uccide per obbedienza, mi ispira pena non rispetto.

    Dire che che ciò che definisce un uomo sia l’obbedienza, mi sembra la più soggettiva delle affermazioni.

    I “diversi punti di vista” li conosco, li ho ben presenti, e li ho approfonditi molto di più dei tanti che parlano per slogan.
    E’ proprio per questo che non potrò mai e poi mai accettarli.

    Con questo direi di farla finita, dato che siamo altro-che-OT.


  7. […] la notizia era uscita, diversi mesi fa, in piena Civil War, in pochi ci avevano fatto caso davvero – ma l’ennesimo (e ultimo, a quanto pare) lavoro di […]


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