In una lontana città…

In una lontana città è il titolo di una meravigliosa graphic novel di Jiro Taniguchi. Siccome non abbiamo ancora mai parlato di manga, mi piace l’idea di cominciare con questo.

Intanto, dopo una prima edizione Coconino Press in due parti, trovate da qualche mese questo titolo anche nella meritoria collana 24/7 di Rizzoli – e la cosa bella è già scritta in basso sulla copertina: “Rizzoli – romanzo”.

Infatti penso che In una lontana città sia proprio un bellissimo romanzo a fumetti, uno di quelli che fanno respirare il cuore quando li leggi. La storia è molto semplice, e se volete anche già sentita: un cinquantenne manager giapponese, ovviamente superstressato e in crisi familiare, dopo una cena di lavoro con annessa ubriacatura si addormenta sul treno del ritorno e si ritrova nella sua città natale, molto lontano da dove vive ora. Ne approfitta per andare a visitare la tomba della madre, su cui si addormenta ubriaco… e si risveglia nei panni di sè stesso quattordicenne, alle prese con i grandi dilemmi e le grandi scelte di quella stagione della sua vita, ma già sapendo cosa succederà dopo a sè, alla sua famiglia, agli amici e ai compagni di scuola…

Fa un’emozione particolare, vedere quest’uomo rendersi conto di com’era il suo corpo di quattordicenne, veloce, leggero, scattante – e di come erano le emozioni di quel tempo, totali, profonde, sconvolgenti… eppure tanto semplici. Semplice e facile diventa la scuola, che pure ai tempi sembrava uno scoglio insormontabile; semplice e spontaneo è legare con la più bella della classe, a cui da giovane non riusciva nemmeno a rivolgere la parola. Semplice nella sua tragicità, è vedere l’inizio della strada segnata che porterà il suo compagno di scuola appassionato di moto, a morire poi anni dopo in un incidente per la sua guida spericolata…

E invece pesantissimo e insopportabile, rivedere la famiglia dei quattordici anni, alla vigilia della inspiegabile sparizione del padre, all’apparire dei primi sintomi di crisi familiare che lui da ragazzino non aveva nemmeno saputo cogliere.

Su tutto questo brilla l’estate in arrivo, l’estate dei quattordici anni di un paese di campagna, con tutto il suo carico di emozioni nuove che stanno per scaricarsi sul protagonista e sui suoi giovani amici…

La fine ovviamente non ve la racconto, ma vi dico che questa è una delle storie più belle che mi siano capitate, a fumetti oppure no. E i disegni di Taniguchi sono di una precisione e di una leggerezza che toglie il fiato.

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