Watchmen – chi controlla i controllori?

Da una news di Ain’t That Cool arriva la prima immagine del film tratto dal fumetto-monumento The Watchmen… che tra l’altro sarebbe stata nascosta al minuto 1:52 del trailer di 300! Eccola qua:

Se non conoscete il fumetto, si tratta di Rorshach che esamina la spilla del Comico, che compare sulla copertina di Watchmen… in ogni caso, è la prova che sono iniziate e stanno procedendo le riprese del film tratto dal fumetto che forse più di tutti ha cambiato il mondo degli eroi di carta e dei super-eroi. In attesa di sapere di più sul film (annunciato comunque per l’anno prossimo…) e cercando di tenere a bada la paura per i soliti terribili interventi dei “creativi” di Hollywood su opere che non avrebbero proprio bisogno del loro intervento, parliamo un po’ del tomo che dà origine alla storia, The Watchmen, appunto.

Il titolo viene da una scritta sui muri, che ricorre (sempre incompleta e in secondo piano…) in molte vignette dell’opera: “who watches the watchmen?”… che non è altro che la versione USA del vecchissimo (e pesantissimo) dubbio sul potere e il controllo: quis custodiet custodes? Chi controlla chi ci controlla?

E infatti Watchmen, ambientato negli USA della Guerra Fredda, gira tutto intorno a questo dubbio: fino a dove ci si può spingere in nome della “sicurezza”? Detto così, diventa immediatamente un argomento di scottante attualità, e non è un caso che sia lo stesso tema generatore dell’evento Civil War nel mondo Marvel, solo per fare un esempio di oggi.

Il fatto è che Watchmen è uscito nel 1986, ossia solo 21 anni fa (!), ed è una pietra miliare; per dire, è l’unico fumetto ad aver vinto (1988) il premio Hugo, uno dei più alti riconoscimenti per i… romanzi di fantascienza! L’autore della storia, disegnata da Dave Gibbons, è Alan Moore, uno dei più grandiosi autori di fumetti del mondo, a cui dobbiamo una serie di capolavori di cui sicuramente prima o poi parleremo, tra cui tanti conoscono V for Vendetta.

In Watchmen siamo in un mondo parallelo,che riprende la società “normale” degli USA anni 80, in piena guerra fredda (e crisi afghana – la prima!) con l’URSS. Da anni, eroi in costume senza particolari superpoteri pattugliano le strade – e intervengono nei teatri di guerra, come il Vietnam – finchè non appare un vero supereroe con veri superpoteri, il dottor Manhattan (per il solito incidente nucleare..) che cambia l’assetto delle forze mondiali, fa vincere la guerra del Vietnam agli Usa, fa ritirare dalle attività molti degli ormai inutili eroi della prima ora, porta avanti il progresso scientifico di decenni grazie al suo controllo sugli atomi ecc. ecc. (anche se non riesce ad impedire l’uccisione di JFK…). I pochi eroi rimasti tentano di unirsi nel supergruppo dei CrimeBusters, ma i loro metodi troppo “al-di-là” della giustizia e dei diritti provocano un’ondata di proteste fortissime… finchè i supereroi vengono messi al bando per legge, per le pressanti proteste contro il “vigilantismo” che utilizzano proprio lo slogan: Who watches the watchmen?
Le proteste sembrano essere assolutamente giustificate: i supereroi non badano affatto alla vita dei “normali” concittadini, ma anzi non si fanno alcun problema a metterla in pericolo, e oltretutto possono “vantare” un ampio campionario di nevrosi varie, dipendenze da alcol e droghe, manie sessuali o anche semplicemente imbecillità croniche che li rendono in tutto e per tutto uguali all’uomo della strada… solo che loro hanno un costume e una missione – e quindi anche il diritto di essere al di sopra della legge? Eppure, coi loro metodi, il mondo cercano davvero di salvarlo…

Come dicevamo, è esattamente lo stesso tema di Civil War, che è evidentemente stato influenzato, come tantissimi altri fumetti, da Watchmen. Watchmen è stato il primo fumetto “adulto”: pensato per un pubblico in grado di capire questioni politiche globali, domande filosofiche profonde, tiene però saldamente i piedi sulla strada del poliziesco e del thriller.
La storia inizia con l’assassinio del Comico, uno dei pochi eroi che ha accettato di sottoporsi all’autorità statale e ha avuto in cambio la possibilità di continuare la sua attività… dandosi attivamente da fare contro tutti i movimenti rivoluzionari e di sinistra in Sudamerica negli anni 70 e 80.

Sulla scena del delitto appare Rorshach, un altro eroe che pur non avendo “firmato”, continua la sua azione in clandestinità; indagando sulla morte del Comico, contatta tutti gli eroi o ex-eroi ancora in circolazione, che sono in realtà personaggi minori o dimenticati del mondo DC comics, come i Minutemen, con poche modifiche a nomi e costumi.

Da qui esce un complotto planetario, con i piedi nella Guerra Fredda e la testa in pieno nel dibattito sul ruolo e la libertà di manovra delle “maschere”, che spesso agiscono da veri e propri giustizieri (esemplare in questo caso la figura del protagonista Rorshach) con tratti che hanno poco da invidiare al fascismo di ieri e di oggi – mentre sullo sfondo aleggia un millenarismo da fine del mondo in arrivo che prima o poi rientrerà nella vicenda… e però anche una inestinguibile spinta a raddrizzare le cose che non vanno – con tutti i dubbi su chi debba decidere cosa e perchè non funziona…

Non raccontiamo altro, se non che Watchmen era uscito per Playpress, ma presumibilmente finirà ri-pubblicato nel catalogo PlanetaDeAgostini che sta ristampando in Italia tutto il materiale DC comics.

Un bel giochino da fare qui insieme potrebbe essere trovare le citazioni e gli omaggi a Watchmen nei fumetti che lo hanno seguìto… tanto per iniziare, e tanto per restare in casa Dc Comics, io dico la graphic novel Kingdom come / Venga il tuo regno appena ripubblicata da PlanetaDeAgostini, dove si vedono i supereroi “classici” (Superman, Batman, ecc.) disegnati dall’epico Alex Ross mentre sono alle prese – anche loro – con queste grandi domande, e ogni tanto una strana scritta sui muri…

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5 commenti su “Watchmen – chi controlla i controllori?”


  1. […] Watchmen vi scrivo… Dopo il caso del fotogramma nascosto arrivano altre notizie sulla lavorazione del film tratto da uno dei fumetti più importanti di […]

  2. mamozzi Says:

    MI hai invogliato a leggerlo. M’era capitato per le mani parecchio tempo fa (quando usci) ma i disegni non mi avevano ispirato e m’ero fermato li. Ora ho visto un volumone in fumetteria… ma forse costa un botto… devo ricontrollare…
    Ciao.

  3. michelefrost Says:

    Come spesso su storie di questo spessore, i disegni non sono all’altezza… se no sarebbe troppo!!! Comunque hai visto bene, è l’edizione nuova PlanetaDeAgostini su tavole più grandi della mia e con rilegatura… e mi sembra che non costi nemmeno così tanto, se ricordo bene,,!

  4. mamozzi Says:

    35 euro.
    Ieri sono passato in fumetteria quasi deciso a prenderla (l’avevo vista li). Poi invece è arrivato il libro che avevo ordinato, The complete Peanuts n1 [nota] e quindi ho lasciato stare, aspetterò la tredicesima.

    [nota] Per i peanuts stavano uscendo in edicola dei bei volumetti, non ricordo se con al repubblica/l’espresso o con panorama o con altro, ma a parte il fatto che, come la maggior parte delle raccolte in circolazione, inizia dagli anni 60 (saltando quindi il primo decennio), il problema principale è la dimensione ridottissima delle strisce. Insomma, adesso riesco a leggerla, ma tra dieci anni?🙂


  5. […] evocativi anche Farfalla, scritto e disegnato dal signor Watchmen (citatissimo in uesti giorni) Dave Gibbons, e  Cacciatori (e) Raccoglitori, scritto e diretto da […]


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