Archivio per maggio 2007

Tintin in diretta dal Belgio… aspettando Spielberg

27 maggio 2007

Mi trovo da un paio di giorni in Belgio, per colpa del mio alter-ego dj che ha lasciato sola la fidanzata il giorno del suo compleanno per venire a fare una serata qui. Per combinazione, la casa dove sono ospite ha nella “mia” camera la collezione completa delle storie di Tintin, quindi… come resistere alla tentazione?

[ Tintin e il suo fedele Milou ]

Tintin è il più famoso personaggio disegnato dal belga Hergè nei primi decenni del Novecento (in gran parte, prima degli anni 50). Da un disegno in bianco e nero anche grossolano, ispirato alle strisce americane di Arcibaldo e Petronilla del primo Tintin nel paese dei Soviet (1929), Hergè passa con gli anni a un disegno razionale e pulito, un uso dei colori molto misurato, un disegno degli spazi e delle scene molto preciso, che lo rende il capostipite dello stile fumettistico della Linea Chiara, come è stato definito in area franco-belga negli anni 70.

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Le falangi dell’ordine nero

22 maggio 2007

Bilal è un genio. L’abbiamo già detto e continuamo a dirlo anche in questo nuovo post, dove parliamo di una delle sue prime opere, già citata in precedenza, che è anche una di quelle che mi piace di più: Le falangi dell’ordine nero.

La storia, scritta da Pierre Christin, si svolge press’a poco nell’anno di pubblicazione, che è il 1979. Tanto è preciso e dettagliato il disegno di Bilal (senza però essere calligrafico… insomma una perfezione non ostentata!), quanto la scrittura di Christin va a scavare con precisione in un grumo di sentimenti, che probabilmente non è stato mai diffuso come in quella vigilia degli anni 80 (ma anche, e c’entra molto, conclusione dei 70…).

La vicenda è molto semplice da raccontare: un piccolo paese della Spagna, subito dopo la caduta di Franco, vota in massa a sinistra… e viene completamente sterminato. Firma il massacro un gruppo armato che si definisce appunto “le falangi dell’ordine nero”, e che afferma di voler riaffermare i valori dell’occidente cristiano (…vi ricorda qualcuno?).

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Y – l’ultimo uomo

20 maggio 2007

E’ finalmente ripresa la pubblicazione della serie DC / Vertigo Y – l’ultimo uomo: come sta succedendo a tutto il catalogo DC, l’editore è adesso PlanetaDeAgostini, che ha avuto l’ottima idea di riprendere le pubblicazioni dal punto in cui erano state interrotte dal precedente editore, MagicPress.

La storia è una bellissima idea di Brian K. Vaughan (autore anche per Marvel: Runaways, Mystica, X-men…) disegnata da Pia Guerra e da altri disegnatori che la affiancano di volta in volta. Nonostante il titolo strizzi l’occhio al vecchio film con Vincent Price, l’horror c’entra fino ad un certo punto; magari c’entra di più  il romanzo sull’ultimo uomo di Mary Shelley (citato nel fumetto…) ma sicuramente l’elemento centrale è la Y, intesa come cromosoma.

Infatti si racconta la vicenda di Yorick Brown, giovane prestigiatore che si trova misteriosamente ad essere l’unico sopravvissuto, insieme al suo scimmiotto Ampersand, ad una ancor più misteriosa epidemia improvvisa, che nel 2002 (!?) uccide tutti gli esseri dotati di cromosoma Y, ossia… tutti i maschi di ogni specie sul pianeta.

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L’ ALTRO Spider-man… evolvi o muori

19 maggio 2007

Per i tanti che si stanno riavvicinando ai fumetti dell’ amichevole Uomo Ragno di quartiere dopo l’indigestione di films di Sam Raimi, è il caso di fare un po’ di ordine su quel che sta succedendo nelle storie dell’Arrampicamuri.

Se date un occhio ai tanti post dedicati all’Uomo Ragno su Mondo a Fumetti, vi accorgerete che il Ragnetto è uno dei miei personaggi a fumetti preferiti – dai tempi lontani dell’Editoriale Corno! Quindi ogni pretesto è buono per parlare di lui, compresi i commenti ai vecchi posts

Ci sono almeno due cose che sicuramente vi voglio raccontare: una riguarda le storie d’amore di Peter Parker, svilite e maltrattate in Spiderman 3, che necessitano di essere riabilitate 😀 in un prossimo post; l’altra… è la storia dell’Altro, che vi racconto adesso.

[ATTENZIONE: se non volete sapere come va a finire, NON leggete il resto…]

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Iron man sarà il prossimo

15 maggio 2007

Nel mondo Marvel ci sono degli eroi che non sono propriamente delle “teste di serie” (almeno dalle nostre parti) ma di cui non si può fare a meno; Iron Man per me è uno di questi: dai suoi cartoni animati anni 70 trasmessi in ordine sparso sulle tv private italiane, alle sue storie pubblicate qua e là, non è mai riuscito ad essere uno dei miei preferiti (come, per dire, i “super-eroi da stada”: l’Uomo Ragno, o Devil – o su un altro piano, Thor) ma comunque è uno dei personaggi imprescindibili di questo mondo.

[Iron Man nella sua versione “standard” – immagine da CartoniOnLine.com]

Come abbiamo già ampiamente anticipato, è in lavorazione un film anche su Iron Man: Tony Stark sarà nientemeno che Robert Dawney jr, attore bravissimo e sfortunato, che condivide con il miliardario dei fumetti una recente, difficile vittoria sull’alcolismo. Il film, annunciato per il 2008, prende le mosse da una miniserie sull’Uomo di Ferro che ha completamente trasformato il personaggio – è il solito restyling che Marvel riserva ai suoi eroi prima di farli debuttare sul grande schermo? Forse, ma in questo caso non solo.

La serie si chiama Extremis: Warren Ellis si prende la responsabilità di riscrivere le origini di Iron Man, ritrasportandole per l’ennesima volta ad un tempo “vicino” – quella che inizialmente era la guerra di Corea diventa la prima guerra del Golfo ( che chiamata così, a me fa un bel po’ di impressione – ma questo coi fumetti non c’entra…) e soprattutto, introduce l’ipotesi che trasforma il miliardario in armatura Tony Stark / Iron man in un “vero” super-eroe che ha nel suo corpo, e non solo nei suoi strumenti tecnologici, una parte del suo potere. Lo strumento attraverso cui si ottiene questa trasformazione è l’ennesima variante del siero del super-soldato: l’esperimento chimico-genetico che a suo tempo creò Capitan America, e che da allora tutti cercano di ricreare con più o meno successo. (altro…)

Harlock – il Capitano della mia giovinezza

10 maggio 2007

Capitan Harlock è senza dubbio il manga animato (o meglio dunque, l’anime) che mi ha più colpito nella prima, gloriosa stagione dei cartoni animati giapponesi in tv, tra gli anni 70 e 80. Anche pensandoci adesso, gli ingredienti della serie erano travolgenti: un governo mondiale inetto, un ribelle fuorilegge che si trova da solo ad essere l’ultimo baluardo contro una invasione aliena, fatta in un modo mai visto, da guerriere femmine di origine vegetale (!), e poi soprattutto… i pirati, con la benda sull’occhio e il teschio con le tibie, e con una nave spaziale fantastica!

[ancora oggi questa immagine presa da PhoenixManga mi fa effetto…]

Eppure mi sono accorto oggi mentre tornavo dal lavoro, di non aver ancora dedicato nemmeno una riga al mio eroe, quindi rimediamo subito: del resto, i miei primi passi da hacker ed esploratore telematico, una o due vite fa, dentro ai vecchissimi BBS (qualcuno li ha mai frequentati?) erano fatti proprio con quel nickname: harlock…

Harlock è il protagonista di un manga creato da Leiji Matsumoto, uno dei più significativi autori di fumetti di fantascienza. Sempre suoi sono la portaerei spaziale Blue Noah, le storie della corazzata Yamato (diventata Argo nella traduzione… insomma Starblazers), le storie del treno spaziale Galaxy Express 999, ma anche le animazioni dei video dei DaftPunk…

La cosa significativa è che tutte le storie si muovono in un continuum simile, ad esempio, a quello dei supereroi Marvel: le vicende, gli avvenimenti e i personaggi si incrociano tra di loro. E’ dentro a questo continuum che, nel 1977, Matsumoto inserisce le storie di capitan Harlock.

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Dimmi che non vuoi morire

7 maggio 2007

E’ uscito da pochissimo per Mondadori / Strade blu l’ultimo romanzo della serie dell’Alligatore, l’investigatore privato “abusivo” protagonista di molti romanzi scritti dal bravissimo Massimo Carlotto. La cosa particolare è che stavolta il romanzo è… a fumetti!

Non si tratta di una riduzione a fumetti di un romanzo già uscito, come era successo, per restare alle opere di Carlotto, con il suo “Arrivederci amore ciao” (da cui è stato tratto anche un film… pessimo, tra l’altro — peccato!) , ma di un romanzo pensato e preparato per essere raccontato a fumetti, e dove i fumetti sono realizzati da IgorT, uno dei nuovi grandi talenti italiani e la vulcanica mente dietro la casa editrice di fumetti Coconino press.

[ Guarda il video sul fumetto “teaser de L’alligator” caricato su AliceVideo da presquejamais]

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