Harlock – il Capitano della mia giovinezza

Capitan Harlock è senza dubbio il manga animato (o meglio dunque, l’anime) che mi ha più colpito nella prima, gloriosa stagione dei cartoni animati giapponesi in tv, tra gli anni 70 e 80. Anche pensandoci adesso, gli ingredienti della serie erano travolgenti: un governo mondiale inetto, un ribelle fuorilegge che si trova da solo ad essere l’ultimo baluardo contro una invasione aliena, fatta in un modo mai visto, da guerriere femmine di origine vegetale (!), e poi soprattutto… i pirati, con la benda sull’occhio e il teschio con le tibie, e con una nave spaziale fantastica!

[ancora oggi questa immagine presa da PhoenixManga mi fa effetto…]

Eppure mi sono accorto oggi mentre tornavo dal lavoro, di non aver ancora dedicato nemmeno una riga al mio eroe, quindi rimediamo subito: del resto, i miei primi passi da hacker ed esploratore telematico, una o due vite fa, dentro ai vecchissimi BBS (qualcuno li ha mai frequentati?) erano fatti proprio con quel nickname: harlock…

Harlock è il protagonista di un manga creato da Leiji Matsumoto, uno dei più significativi autori di fumetti di fantascienza. Sempre suoi sono la portaerei spaziale Blue Noah, le storie della corazzata Yamato (diventata Argo nella traduzione… insomma Starblazers), le storie del treno spaziale Galaxy Express 999, ma anche le animazioni dei video dei DaftPunk…

La cosa significativa è che tutte le storie si muovono in un continuum simile, ad esempio, a quello dei supereroi Marvel: le vicende, gli avvenimenti e i personaggi si incrociano tra di loro. E’ dentro a questo continuum che, nel 1977, Matsumoto inserisce le storie di capitan Harlock.

I manga originali sono stati pubblicati in Italia, moltissimi anni dopo (intorno al 2000) prima dai pionieri del genere, gli editori della oggi scomparsa Granata Press, e in seguito da Planet Manga di Paninicomics. Ovviamente tutti però conoscono Harlock soprattutto dai passaggi televisivi, su cui già ci sarebbe molto da dire per la programmazione incasinata… vi rimando alle faq dell’ottimo sito CapitanHarlock.com per scoprire come anche questa volta, ci han fatto vedere quello che hanno voluto come hanno voluto…

Vorrei semplicemente mettere un po’ in fila le cose: la serie che abbiamo visto tutti alla tv, più o meno tagliata, è disponibile oggi da Yamato e racconta la vicenda dell’invasione delle aliene Mazoniane (le donne – baccello…) e la solitaria resistenza di Harlock; prima di quella vicenda, bisognerebbe però partire dal lungometraggio (!) di Matsumoto dedicato ad Harlock: L’Arcadia della mia giovinezza, dove il giovane Harlock, pilota spaziale (con tanto di divisa del Galaxy Express 99) ritorna dalla guerra perduta contro gli umanoidi di Illumidus e riceve in un certo senso in dono le “chiavi” dell’astronave Arcadia, che ha preso il nome dell’aereo da caccia di un suo antenato… pilota giapponese durante la seconda guerra mondiale!

[Harlock con la divisa del Galaxy Express – grazie a TanaDelleTigri.info]

Segue una seconda serie realizzata ancora anche in anime, SSX, collegata direttamente alle storie del film, e poi anche una terza, per ora solo su carta, L’anello dei Nibelunghi, naturalmente ispirata all’opera di Wagner, che sta uscendo da Hazard Edizioni.

Il tratto di Matsumoto è inconfondibile, con le donne sempre longilinee e bellissime, gli uomini (tranne Harlock, ovviamente…) tozzi, bassi, grassi e brutti fino al limite della deformità… – e soprattutto, con un dettaglio incredibile nel disegno delle navi spaziali, con un buio onnipresente a dire di un’umanità in sfacelo, e con un cielo puntellato di stelle e sempre profondissimo…

e se provate a buttare “capitan harlock” in pasto a Google, vi renderete conto di quanto ancora viva il mito del pirata spaziale, nonostante i suoi anime da decenni giacciano a quanto pare abbandonati nei magazzini Mediaset e i suoi primi manga siano da cercare nei magazzini delle fumetterie più fornite.

Fammi volare capitano!

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2 commenti su “Harlock – il Capitano della mia giovinezza”

  1. michelefrost Says:

    Non faccio in tempo a scrivere, che scopro che anche L’anello dei nibelunghi esiste in anime e sta uscendo su dvd targati Dynit — e nel catalogo Dynit ci sono anche gli episodi della serie CosmoWarrior Zero, dove Matsumoto fa riapparire ancora Harlock.

    …grazie a TauBeta per avermi passato l’ultimo Terminal Magazine!


  2. […] il loro interprete (ex-ufficiale dell’esercito coreano) riadattando sul suo nome la sigla di capitan Harlock – o mentre cerca di spiegare ad una zelante segretaria ascoltatrice accanita di inni del regime, […]


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