Le falangi dell’ordine nero

Bilal è un genio. L’abbiamo già detto e continuamo a dirlo anche in questo nuovo post, dove parliamo di una delle sue prime opere, già citata in precedenza, che è anche una di quelle che mi piace di più: Le falangi dell’ordine nero.

La storia, scritta da Pierre Christin, si svolge press’a poco nell’anno di pubblicazione, che è il 1979. Tanto è preciso e dettagliato il disegno di Bilal (senza però essere calligrafico… insomma una perfezione non ostentata!), quanto la scrittura di Christin va a scavare con precisione in un grumo di sentimenti, che probabilmente non è stato mai diffuso come in quella vigilia degli anni 80 (ma anche, e c’entra molto, conclusione dei 70…).

La vicenda è molto semplice da raccontare: un piccolo paese della Spagna, subito dopo la caduta di Franco, vota in massa a sinistra… e viene completamente sterminato. Firma il massacro un gruppo armato che si definisce appunto “le falangi dell’ordine nero”, e che afferma di voler riaffermare i valori dell’occidente cristiano (…vi ricorda qualcuno?).

La rivendicazione finisce nelle notizie di agenzia, e viene intercettata più o meno casualmente da un giornalista… che in gioventù ha fatto parte delle brigate internazionali che hanno combattuto il colpo di stato franchista negli anni 30; con un po’ di salti mortali, viene ricostruito un gruppo di vecchi compagni partigiani che decenni dopo, lascia ancora una volta la propria vita normale e ritorna sulle tracce del commando fascista.

La bravura dei due realizzatori si vede al meglio proprio nel raccontare questo gruppo, più che il loro inseguimento dei fascisti – che li porta anche in Italia (con tanto di scontri a fuoco in occasione di un comizio di Amendola… se non ricordo male!).

I partigiani non sono un mito assoluto e tutto d’un pezzo (siamo nel 1979…) ma oltre al pensiero ai tanti compagni ancora da vendicare, alla voglia di risolvere una volta per sempre la faccenda con le falangi che hanno combattuto in gioventù, hanno anche il peso sul cuore, di misurare la propria distanza dai ragazzi che erano, e che anni fa fecero un gesto di coraggio e di abnegazione così smisurato, se confrontato con le loro vite normali e tranquille, da lasciarli totalmente senza giustificazioni davanti a loro stessi.

Non aggiungo altro, anche per paura di dire cose non corrette (il volume, di Alessandro Editore, in questo momento non è al sicuro nei miei scaffali ma… in prestito a casa del mio amico Alessandro!) — semplicemente, vi invito ad andarlo a cercare e a stupirvi di come un romanzo possa essere fatto non solo con la penna, ma anche con i fumetti, già nel 1979… e funzionare tanto bene ancora oggi.

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