L’orgoglio di Baghdad

Se è vero, come dice qualcuno, che la prima vittima della guerra è l’innocenza, questa bellissima nuova uscita di PlanetaDeAgostini (15 euro, ma ben spesi…) è un fantastico sostegno a questa tesi.

Scritta da Brian Ultimo Uomo Vaughan e (secondo me ottimamente) disegnata da Niko Henrichon, la storia va a scavare nel dibattito mai finito (immagino soprattutto in certi ambienti USA…) sulla libertà esportata con le bombe o conquistata giorno per giorno con le proprie azioni – che si riflette negli sguardi e nei comportamenti degli animali protagonisti di questa storia, ispirata ad un fatto reale: una famiglia di leoni dello zoo di Baghdad, orgoglio e simbolo della città, insieme a molti altri animali, ospiti dello zoo oppure no…

I leoni più anziani ancora ricordano la bellezza – e le difficoltà – della vita libera nella savana, mentre i più giovani conoscono solo la gabbia e i guardiani umani che gettano del cibo ogni tanto… finchè i guardiani gettano un intero mulo nella gabbia e poi scappano a gambe levate, perchè siamo nel 2003 e cominciano i bombardamenti USA sulla città…

[se non volete sapere il seguito, fermatevi qua…]

Sotto le bombe, i leoni prima credono che il cielo stia cadendo sulla loro testa, poi si rifugiano nel posto più protetto della loro area nello zoo, dove dopo l’ennesima esplosione…

[Siamo morti? — No, siamo… liberi.]

…si ritrovano liberi, improvvisamente e senza aver realizzato nemmeno una minima parte del piano che pure avevano architettato insieme alle scimmie, alle antilopi e ad altri animali dello zoo, per soprendere i custodi.

I leoni però sono animali d’onore… e subito cominciano a farsi domande sul valore di questa libertà caduta dal cielo, e di come farla propria – ad esempio non uccidendo seduta stante una antilope smarrita, con cui fino a poche ore prima avevano tramato per riuscire ad evadere, o riappropriandosi del piacere di cacciare le proprie prede ed essere autonomi nella sopravvivenza… sulle rive del Tigri che sono un giardino meraviglioso, di una delle città più antiche del mondo:

Una tartaruga sulle rive del fiume racconta ai leoni della guerra infinita, che da dieci anni ciclicamente inquina terre e fiumi spargendo petrolio e sangue, per colpa degli uomini e delle loro lotte…

Poi i leoni sopravvivono al passaggio di un branco di… carri armati,  arrivano al palazzo di Saddam, si scontrano con altri predatori, vedono la sorte di altri loro simili che hanno piegato la testa al dominio degli uomini – e ritornano all’istinto della caccia, della lotta, della libertà di poter assistere al tramonto all’orizzonte sul ciglio di una collina di detriti…

Da dietro quella collina, poi, arrivano i liberatori con i loro fucili.

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One Comment su “L’orgoglio di Baghdad”

  1. mamozzi Says:

    uhm, dev’essere bellino…


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