Il sentiero delle amicizie perdute

Spero che tanti di voi leggano e apprezzino le creazioni dell’officina narrativa Wu-Ming, e che se non l’avete ancora fatto, corriate a leggervi il loro ultimo romanzo Manituana. E’ un romanzo storico che indaga pieghe poco conosciute delle lotte di indipendenza americane del 1700, raccontando della convivenza tra la confederazione indiana delle Sei Nazioni irochesi e le colonie inglesi nella zona del fiume Mohawk, prima dello scoppio della guerra.

La cosa impressionante è che gli stati uniti indiani, ossia le Sei nazioni, si schierano in questa guerra quasi completamente contro gli stati uniti americani, al fianco degli inglesi… che seppure a fatica sono gli unici in quel momento ad offrire un po’ di affidabilità (?) nei trattati, e ad aver accettato anche l’integrazione con i nativi, grazie all’opera di sir William Johnson, fondatore del Dipartimento Britannico degli Affari indiani e lui stesso marito di una donna mohawk.

Beh credo di poter dire che tra le fonti di ispirazione di quel bellissimo romanzo, c’è la fantastica storia a fumetti che il mio amico Davide (ringraziamenti imperituri!) mi ha prestato ieri: è Wheeling – il sentiero delle amicizie perdute, del leggendario Hugo Pratt, e merita assolutamente che se ne parli almeno un po’.

Intanto diciamo per l’esattezza che il bellissimo volume (270 pagine di grande formato) della Lizard Edizioni ha il titolo di Il sentiero delle amicizie perdute, e raccoglie i vari episodi della saga di Wheeling, disegnati da Pratt ad anni di distanza l’uno dall’altro e risistemati fino alla sua morte (1995) – più un utile serie di mappe e informazioni storiche per capire davvero cosa successe in quei boschi tra gli Stati Uniti e il Canada, quando ancora gli Stati Uniti e il Canada non esistevano… lo stesso Hugo Pratt come sempre ha voluto andare a capire e a vedere, e infatti sono molte le foto che lo ritraggono di persona nei luoghi da lui poi raccontati e disegnati in questa storia, che racconta…

…”il racconto meraviglioso e strano, ma sempre fedele, delle avventure di Criss Kenton, di Patrick Fitzgerald, di Tiny lo Shawnee, della bella Mohena e di alcuni altri, durante la guerra d’indipendenza degli Stati Uniti d’America.”

Il nome della cittadina di Wheeling (di cui Pratt è stato fatto cittadino onorario…) è nella lingua indiana locale “luogo del teschio”, dove appunto un teschio piantato dagli indiani sulla riva del fiume Ohio doveva avvisare i coloni che il territorio a loro disposizione finiva lì.

Da lì, parte anche la saga del giovane Criss Kenton, figlio di coloni, che si arruola volontario nelle guerre indiane e poi attraversa gli scontri delle guerre di indipendenza, che sono scontri anche tra famiglie e tra amici (come quelli del titolo…) uscendone per sempre trasformato:

Senza voler entrare nel merito della storia, che già da sola merita, è una gioia per gli occhi guardare i disegni di Pratt, vedere l’evoluzione del suo tratto nei tanti anni in cui ha lavorato a questa storia, scoprire come cambiano i colori, e soprattutto perdersi nei fantastici acquarelli che Pratt ha inserito come collegamenti tra gli episodi e tavole fuori testo nell’edizione definitiva del volume:

[uno dei bellissimi acquarelli di Pratt – linkato dal blog di Enrico Brizzi che parla di lui…]

Questa è una di quelle storie che ti lasciano un’emozione duratura, un altro pezzo di sbigottimento e di rimpianto per tutto quello che avrebbe potuto essere e invece non sarà mai, perchè ancora una volta avidità e violenza cieca hanno cancellato un seme di convivenza possibile che poteva far crescere un mondo nuovo.

Invece abbiamo avuto un Nuovo Mondo: da saccheggiare e colonizzare, da attraversare lungo un sentiero di amicizie perdute che porta fino ad oggi… leggetevi questo capolavoro, e poi ditemi cosa ne pensate.

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6 commenti su “Il sentiero delle amicizie perdute”

  1. Wu Ming 1 Says:

    In realtà abbiamo letto (e con diletto) “Wheeling” solo qualche tempo dopo l’uscita di “Manituana”, nel marzo scorso. Ma a parte questo dettaglio, il tuo post non fa una piega🙂

  2. michelefrost Says:

    Wow c’è un Wu-Ming sul mio blog!!!😀😀

    Vista la notizia che dai… tanto meglio allora, scopriamo che partendo da tempi e presupposti diversi si possono raggiungere risultati ugualmente fantastici maneggiando pezzi di storia e di umanità “pesanti” come questi.

    Già che ci siamo, se leggi anche il reply, ringraziamenti sconfinati per il vostro lavoro a tutta la banda, e saluti da harlock dei tempi di ecn…😉

  3. Wu Ming 1 Says:

    Harlock! Robe da matti…😀

  4. iodellavita Says:

    ma che piacere!

    …ho scoperto di non essere il solo ad amare il mastro veneziano!!!

    …ad essere sincero non ho letto il sentiero delle amicizie perdute.. ma un sacco di tempoa addietro sono andato a vedere la mostra di Pratt e Firenze… e giuro che vedere dal vivo questi acquarelli…. rimani senza fiato!

  5. michelefrost Says:

    siamo in ottima compagnia, ma escluderei assolutamente che siamo in pochi…
    quando riesci a vedere una mostra su un autore di fumetti, vuol dire che… è una leggenda per un sacco di gente, e Pratt sicuramente lo è!


  6. […] seguito al post su Wheeling e allo scambio di commenti con (addirittura!) uno dei grandiosi Wu-Ming autori di Manituana, in […]


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