11 settembre

Non ho prediche da fare sull’11 settembre.
Girano in rete sufficienti tonnellate di materiale per farsi un’idea di quel che è successo, e per farsi venire più di un dubbio su come ce l’hanno raccontato.

Mi limito a dire che negli ultimi anni, gli appelli mano-sul-cuore alle vittime dei bush e i puntuali video-sproloqui dei bin-laden hanno sempre perfettamente funzionato per rinfocolare una rabbia e una sofferenza che fatalmente, con il tempo si sarebbero attenuate. E dunque sono state ottimo carburante per mantenere in corso una guerra che, peraltro, non si capisce cosa c’entri con le Torri gemelle.

Io scrivo di fumetti, e così vorrei semplicemente capire se questo ve l’eravate perso:

Sarà ripubblicato in questi giorni, ma è gia uscito da tempo anche in Italia, addirittura raccolto in un’antologia di Einaudi dedicata alle “storie più belle” dell’Arrampicamuri, questo fumetto che nell’edizione USA si chiamava semplicemente 11/09/2001.
Uno scritto introduttivo di Wu-Ming (sempre loro…) a quella antologia Einaudi, se la prende proprio con questa storia, e sebbene non lo condivida appieno, devo dire che sicuramente c’è qualcosa che non quadra:

[Destino che piange per le Torri? Forse per non averci pensato lui per primo…]

Ci ho pensato e ripensato; si vedono, in questo fumetto, Magneto, Kingpin, Destino, ammutoliti o in lacrime, restare impietriti davanti alle rovine fumanti delle Torri. Con la “voce fuori campo” che li arruola d’ufficio tra i dolenti, tra gli affranti per l’attacco.

Non è così che funziona.

In un mondo marvel, non sarebbero mai arrivati gli aerei a distruggere le torri; li avrebbe fermati lo SHIELD, li avrebbe abbattuti Iron man o ci avrebbero pensato i FQ o i Vendicatori.
In un mondo marvel, al massimo ci sarebbe stato il solito elastico tra dipendenza e diffidenza dai supereroi, raccontato con maestria da Alex Ross in Marvels.

Perchè il bene e il male stanno insieme, e si combattono ogni giorno per le strade. Come nel mondo reale.
E non esiste, non esiste MAI un male “altro” e più grande, che riappacifica in questo modo generando questo “noi contro loro” che qui viene rappresentato. Se ne sono accorti anche alla Marvel: è una delle tesi che sta sotto Civil War.

Il male sta in casa, è vicino di casa del bene, abita negli stessi palazzi.

In un mondo marvel, nessuno si sarebbe rivolto così all’Uomo Ragno:

Quando la realtà entra nei fumetti, vengono fuori capolavori, come il già citato Marvels di Alex Ross; quando invece i fumetti entrano nella realtà, come in questo caso, rischiano di coprirla.
Percè la domanda non è per l’Uomo Ragno, ma per George Bush.

Sui morti, sul dolore, sul lutto sarebbe meglio non sprecare parole.
Se non ci sono parole, meglio non dirle.

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2 commenti su “11 settembre”

  1. iodellavita Says:

    hai ragione!

    …io quel libretto lo conservo in un cassetto, xké è disegnato molto bene… (scene dettagliate e ben impostate)

    ma parlare di quel settembre…
    bush dovrebbe smetterla, piantare lì tutto e andare a fare il contadino…
    Mi chedo come fa a dormire la notte con tutte quelle vittime sulla coscenza… a partire da quel settembre fino ad oggi in iraq…

    Ciau ciau

  2. Raven4 Says:

    Concordo parzialmente con te.Da un lato sono d’accordo sul fatto della guerra portata avanti solo per ragioni d’interesse personale e sul fatto che in certe situazioni non servano, o meglio, non ci siano parole.
    Devo però dire che a mio parere, al di là del tono melodrammatico ed eccessivamente patriotico, questa è un opera più che valida.Risente fortemente dello stato d’animo ferito nell’orgoglio americano degli autori, ma come dare loro torto, ripensando a quel giorno?
    Credo inoltre che l’entrare del fumetto nella realtà, come avviene in quest’opera non serva tanto a raccontare una storia illustrata quanto a fare capire al lettore lo stato d’animo, le sensazioni, la frustrazione, la paura e la rabbia che sono state vissute dalle persone che hanno affrontato questa catastrofe.Qui l’eroe del fumetto non è presente quanto tale, e non è neppure reale.E’ un mezzo che permette di dare sfogo ai sentimenti di quei giorni, alle parole penste e mai dette, di apprezzare il coraggio degli uomini comuni e reali, che ci dimotrano che anche nella realtà esistono gli eroi.


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