Nonno Che

Quarant’anni fa veniva giustiziato in Bolivia Ernesto Guevara de la Serna, il Che.Era nato nel 1928, oggi avrebbe 79 anni. Un nonno.

E invece è morto nel 1967, e come tutti gli eroi che si rispettino (quelli, per capirci, che “sono sempre giovani e belli” come dice la canzone),  su di lui è stato detto e scritto (e anche girato…) tutto e il contrario di tutto – quindi non sto a tediarvi, ognuno ha gli strumenti per decidere da sè. Al di là di tutto, dico che mi stupisce come un idolo delle folle di un periodo tramontato da decenni, continui a testimoniare di sè e della sua storia resistendo ai mille e mille tentativi di mercificazione che su di lui più che su chiunque altro si sono accaniti col passare del tempo.

Non credo però che si possa considerare mercificazione, il “romanzo grafico rivoluzionario” dal titolo CHE che adesso, in questo anniversario tondo, viene ripubblicato da Rizzoli nella sua meritoria collana 24/7:

Varrebbe la pena di leggerlo e conoscerlo anche solo per gli autori, Oesterheld e i Breccia (padre e figlio), ossia la squadra che ci ha dato l’Eternauta – e vale la pena di ricordare che anche per libri come questo, Oesterheld è scomparso nel gorgo dei desaparecidos delle sanguinarie dittature sudamericane. Racconta la storia che tutte le copie dell’edizione originaria (1968, solo un anno dopo la morte del Che) sono state distrutte dopo la messa al bando della dittatura nel 1973, tranne pochissime seppellite da Alberto Breccia e dal figlio in cortile, dentro una scatola di latta. Tanti anni dopo, nel 1987, da quell’edizione sepolta ma sopravvissuta, è uscita prima in Spagna e poi (nel 1995) in Italia l’edizione che per prima ha portato questo fumetto nella mia libreria, quella della barricadera Topolin edizioni:

Dunque la storia di questo fumetto è un romanzo nel romanzo, mentre CHE ovviamente racconta l’avventura del Che in Bolivia e la sua morte, arricchita in modo corale da altri scorci. Se non avete mai letto il famoso “diario in Bolivia”, o a maggior ragione se l’avete letto, fate un giro in queste pagine e fatevi risucchiare dal bianco e nero tenebroso dei Breccia, come sempre più nero che bianco per raccontare un mondo buio e scuro… dove a volte un uomo che crede davvero a quel che fa, può accecare per la sua luce.

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One Comment su “Nonno Che”

  1. iodellavita Says:

    cavolo non conoscevo l’esistenza di questa storia disegnata dai Breccia… e scritta dal mitico Oesterheld!

    prossimo acquisto!

    ciau ciau


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