Arkham Asylum

Torna nella serie “Absolute” di DC Comics / PlanetaDeAgostini un capolavoro totale:

al prezzo (onesto!) di 25€ per 288 pagine di grande formato, chi se l’era perso in precedenza può partire da qui per uno dei più incredibili trip da fumetti di sempre – che secondo me da questo punto di vista se la gioca solo con Elektra Assassin della dinamica coppia Frank Miller / Bill Sienkiewicz (di cui… dovremo parlare!).

La incredibile storia scritta da Grant Morrison, già di per sè un bel colpo, viene potenziata mille volte dalla mano di uno dei più grandi disegnatori dell’universo, sua maestà Dave McKean, di cui finalmente riusciamo a parlare un po’…

McKean è un illustratore, un disegnatore, un ideatore di pubblicità, ma soprattutto è il collaboratore e illustratore di tante opere di Neil Gaiman (tra cui naturalmente Sandman: sono sue quelle copertine visionarie…). A partire da tempi in cui gli scanner e il fotoritocco non erano propriamente roba che si vedeva ad ogni angolo, McKean si è inventato una tecnica incredibile fatta di disegni visionari, geometrie impossibili e applicazioni di tessuti, ritagli di giornale, oggetti di vario tipo, costruendo delle tavole che sono delle vere e proprie opere d’arte – tanto che qualche anno fa ne è stata allestita anche una mostra.

Quando a metà degli anni 80 Miller ridefinisce l’identità di Batman come Cavaliere oscuro, applicando tratti dark anche al carattere e al comportamento dell’Uomo pipistrello, McKean raccoglie il testimone dopo quattro anni di lavoro su Sandman, illustrando questa bellissima storia di Grant Morrison (uscita nel 1989) che è la più oscura, malata e visionaria interpretazione del personaggio DC.

Il fatto è presto raccontato: Joker guida una rivolta degli “ospiti” del manicomio criminale di Gotham city, appunto l’Arkham Asylum, prendendo in ostaggio la psicologa che stava cercando di  curare l’ex  procuratore e alleato di Batman, Harvey Dent, diventato poi il criminale psicopatico DueFacce. Inutile dire che i criminali vogliono in cambio degli ostaggi… la consegna di Batman, che decide immediatamente di entrare ad Arkham.

DueFacce dentro Arkham… nel disegno incredibile di McKean

Il problema è che in questa storia intricata e malatissima, il protagonista non è Batman, o Joker (già qui presentato come alter-ego malvagio del Pipistrello): il protagonista, come si capisce fin dal titolo… è il manicomio, la cui storia viene raccontata in parallelo con quella della rivolta, e partendo dall’inizio del secolo.

Il palazzo, appartenuto alla famiglia da generazioni, è inizialmente il teatro della pazzia della madre della signora Arkham, a cui assiste il figlio Amadeus che anche per questo motivo diventa un geniale psichiatra, fino a tentare di curare il maniaco serial killer “Mad Dog” Atkins, portandolo a casa Arkham. Qui il maniaco violenta e mutila orrendamente, fino alla morte, la moglie e la figlioletta del medico, facendolo sprofondare a sua volta in un abisso di follia, dal profondo del quale percepisce la sua casa / manicomio come un entità che si nutre di follia, malvagità e dolore… ossia gli ingredienti di cui Batman l’ha rifornita in abbondanza, facendo internare tutti i suoi più malvagi nemici…

Come farà adesso l’Uomo pipistrello a fronteggiare tutti i suoi nemici riuniti, e in più la spirale di follia contenuta nel manicomio dove li ha rinchiusi?

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9 commenti su “Arkham Asylum”

  1. Fabrizio Says:

    288 pagine? Io ho una edizione Play Press del 1997 piuttosto smilza (costata 25.000 lire, all’epoca), non so quante pagine siano di preciso poiché non sono numerate.

    Siccome ho un nipote fan di Batman, contavo di regalargli il volume in mio possesso, ma se è un “riassunto” della storia completa, allora acquisterò l’edizione che hai recensito.

  2. michelefrost Says:

    Ho anche io la tua edizione, se è quella uscita per il 15esimo della pubblicazione originale di Arkham Asylum – la differenza principale è sicuramente il formato delle pagine (nella nuova edizione è molto più grande).

    A occhio anche a me l’edizione playpress sembra più smilza, ma… basta una carta più sottile a far la differenza a colpo d’occhio – anche perchè già nella “nostra” edizione sono inclusi “contenuti speciali” come la sceneggiatura, le varie copertine ecc. — quindi secondo me è proprio la stessa.

    In ogni caso escludo che ci siano tagli alla storia…. semmai appunto ci sono più o meno contenuti extra, covers, immagini fuori testo, interviste ecc.

    Per il nipote, occhio a quello che c’è scritto dietro, sopra il prezzo:

    CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO MATURO😉

  3. Fabrizio Says:

    Grazie per il chiarimento sull’edizione. Riguardo al nipote, concordo con il tuo consiglio: infatti solo ora che ha 16 anni e sta iniziando ad avere una certa “vis” verso il mondo, penso di regalargli questo fumetto (penultimo rimasto in casa mia, assieme a Watchmen).

    Già che ci sono approfitto per ringraziarti: leggere il tuo blog mi fa tornare indietro, all’infanzia negli anni ’70, alle tonnellate di fumetti che leggevo e possedevo (andati quasi tutti distrutti in un alluvione).
    Ormai non riesco a leggere altro che manuali tecnici, e mi fa molto piacere “aggiornarmi” sull’universo Marvel, pur non leggendo le storie. E’ come un amore che non ho mai scordato. E poi mi piace come scrivi🙂
    Ciao e buon proseguimento,
    Fabrizio

  4. michelefrost Says:

    grazie a te Fabrizio – ho perfettamente presente quella sensazione di “amore a distanza” che ho provato anche io per tanti anni verso i fumetti Marvel… dai tempi della mia raccolta di Thor (ed. Corno) che ancora sta in cantina da qualche parte, fino alla loro “diaspora” e poi ricomposizione.

    Però, te lo dico: al cuor non si comanda, quindi se mai entri in una fumetteria, poi sei spacciato!😉

    Grazie per i complimenti, è bello sapere di essere utili e piacevoli per chi legge.

  5. Annalisa Says:

    I disegni che hai inserito sono bellissimi!
    Credo che valgano da soli l’acquisto. Sarò costretta a muovermi verso la tentacolare metropoli e a cercarmi una fumetteria degna di questo nome per avere “A.A.”
    Complimenti anche da me. E’ un piacere girellare per questo blog🙂

  6. Fabrizio Says:

    Io ci andrò sabato pomeriggio, in fumetteria… leggere gli albi di Spider-Man editi da “Repubblica” è stato fatale🙂

    Voglio vedere se trovo anche il fumetto sui leoni usciti dallo zoo che ha recensito michelefrost un po’ di tempo fa.

    Anzi, se posso permettermi un suggerimento per michelefrost… che ne diresti di fare un post con qualche consiglio per l’acquisto dedicato a nostalgici che non saprebbero orientarsi nella marea di cose oggi reperibili in fumetteria?

  7. michelefrost Says:

    Un’altra vittima…😉

    Fabrizio mi chiedi una cosa un po’ rischiosa… però ci si può provare, dai comincio a lavorarci!

  8. Fabrizio Says:

    Grazie, allora ci conto e attendo a fare il giro in fumetteria.
    P.S.: a proposito di ricordi, sto leggendo “Quando la città impazzisce”, edito da Repubblica. Luke Cage è irriconoscibile, rispetto a “com’era”, col camicione giallo e i capelli riccioli.

    E la super-eroina che ha messo incinta, e che le suona nientemeno che a Goblin… chi è? Non la ricordo proprio.

    (sì, ormai temo che l’assuefazione cominci a diventare irreversibile!)🙂


  9. […] privandoci per sempre della possibilità di ritrovarlo – ad esempio in un possibile futuro film su Arkham Asylum che magari qualcuno prima o poi potrebbe aver voglia di […]


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