Nessun dove

I tanti fan di Neil Gaiman, mostro sacro dei fumetti, autore di Sandman, di 1602 e anche di numerosi romanzi e racconti visionari, conoscono il suo bel romanzo intitolato in originale Neverwhere, e in italiano tradotto Nessun Dove.

Nello stile di Gaiman, si tratta di una favola dark, di un modo di parlare del nostro presente filtrandolo e deformandolo attraverso leggende, storie, tradizioni dimenticate che che lo rendono ancora più incredibile nella sua quotidiana ferocia. E come sempre, anche da questa storia ci si potrebbe realizzare un film (come hanno appena fatto per Stardust… ma non parliamone adesso) – anche perchè Neverwhere è nato come soggetto per una serie tv, che la BBC ha prodotto e messo in onda anni fa, e di cui senza grande fatica potete (come ho fatto io) ordinare via internet i dvd:

Come se non bastasse il dibattito sulla differenza tra romanzo e trasposizione televisiva (e cinematografica in arrivo, a quanto pare…), dato che il nome di Gaiman attira senza dubbio folle di fumettari accaniti, a casa DC hanno deciso di realizzare nella solita serie Vertigo, anche una trasposizione a fumetti del romanzo, che in Italia ovviamente esce da PlanetaDeagostini al costo di 14.95€. Eccola qua:

L’autore è Mike Carey, ossia mr. Lucifer – e da questo punto di vista, una garanzia di rispetto delle intenzioni e dello spirito dell’autore originario. I disegni di Glenn Fabry però tolgono gran parte dell’alone di mistero e di scura fumosità che viene da immaginare nel romanzo – forse per una cosa così ci sarebbe voluto McKean, o Enki Bilal perlomeno…

Dopo aver letto il romanzo e visto la serie BBC, il fumetto non aggiunge niente – quindi sarei curioso di sapere se qualcuno di voi non conosceva questa storia, che effetto vi fa leggerla direttamente disegnata sulle pagine. La vicenda, molto bella e intricata (anche se nel fumetto per forza di cose viene semplificata parecchio…) è quella del contatto tra la Londra di tutti i giorni, e una misteriosa “Londra Sotto”, in cui si gioca una sorta di gioco dell’oca con le fermate della metropolitana londinese, dove Angel Islington non è un quartiere ma un vero angelo, dove (K)night’s Brigde è sempre un ponte ma, sotto il controllo della notte, reclama vittime in sacrificio… e Earl’s Court è davvero la corte di un Conte, a cui chiedere udienza per avere consigli e indicazioni.

Al centro di tutto questo, la giovane Porta, della famiglia Portico, depositaria del potere di aprire varchi tra i mondi (compresi quelli di Londra di sopra e di sotto…) è inseguita da sicari implacabili con modi da gentlemen, e si materializza su un marciapiedi di Londra, ferita ed esausta, mentre il giovane impiegato Richard Mayhew passa litigando con la fidanzata in carriera…

Da lì, Richard viene trascinato in un turbine di avventure sempre più incredibili, spalleggiato da personaggi da fiaba (tra cui… il Marchese di Carabà!) e personificazioni della geografia londinese, come… Old Bailey, che qui non è il Tribunale Vecchio ma un vecchio burbero e armato di schioppo, che alla fine comunque ha un cuore d’oro…

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