Archivio per febbraio 2008

La grande guerra – storia di nessuno

29 febbraio 2008

Merita assolutamente, di essere segnalato, questo nuovo prodotto dalla serissima casa BeccoGiallo, che usa il fumetto per fare storia, memoria e (contro?-) informazione sul mondo di oggi e su come il mondo è diventato quello di oggi.

L’opera, italianissima, scritta da Alessandro Di Virgilio e disegnata in modo molto evocativo da Davide Pascutti, è un tuffo nella guerra mondiale: la prima, la Grande Guerra, con le maiuscole e gli stuoli di uomini mandati al massacro, almeno in Italia, come frutto finale e avvelenato di un processo di unificazione fatto di tanta retorica, ma di poca unificazione…

Eppure questo Paese si è unito per davvero proprio lì, in mezzo alle trincee, al fango, ai feriti che pregavano e bestemmiavano in cento dialetti diversi contro la stessa assurda follia. Tra questi, il fante Corrado Degli Esposti, che scrive lettere sgrammaticate e struggenti alla moglie incinta, in Campania, mentre lui è sul fronte del Carso. Il ritrovamento di queste lettere di un nonno mai conosciuto da parte del nipote, ai giorni nostri, è il pretesto per azionare la macchina del tempo e infilarsi in mezzo a queste schiere di soldati contadini che per la prima volta sono stati il popolo italiano.

Il tutto senza alcuna retorica, senza inutili patriottismi e senza voler fare denuncia di niente: parla da sè, la piccola storia di un Nessuno qualunque, e parla delle cose più importanti nella vita delle persone – quelle che ovviamente non serve star lì a declamare.

Ringrazio davvero chi ha realizzato e chi ha diffuso questa storia, anche per aver inserito in appendice lettere (vere!) di soldati italiani al fronte, oltre alla solita cronologia e alle note puntuali che sempre BeccoGiallo ci tiene a inserire nei suoi libri. Bravi!

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Arriva Persepolis

27 febbraio 2008

Un veloce appunto per ricordare a tutti che venerdi 29 febbraio è prevista l’uscita nelle sale del film Persepolis, tratto dal meraviglioso fumetto di Marjane Satrapi, di cui abbiamo già parlato tempo fa.

Il fumetto, che in Italia ha avuto una vicenda editoriale travagliatissima (esiste in almeno 4 diverse edizioni: a fascicoli, in due tomi, in un volume solo, ecc.) rimane uno dei migliori degli ultimi anni, oltre al primo a raccontare un mondo chiuso e distante, come quello della vita quotidiana degli Iraniani negli ultimi decenni. Anche solo per questo motivo, sicuramente me lo vado a vedere appena posso. Fatelo anche voi, poi ne parliamo, ok?

Bucky Barnes aka Il soldato d’inverno aka…

7 febbraio 2008

Se vi chiedo a bruciapelo chi è Bucky, son sicuro che non saranno molti tra i tanti lettori che questo blog continua ad avere (grazie, a proposito!) a farsi avanti con la risposta esatta.

Bucky Barnes è il primo, storico compagno di Capitan America durante le imprese della Seconda guerra mondiale. Anzi, a dir la verità il sedicenne James Buchanan Barnes (Bucky!) era l’ombra del soldato Steve Rogers – tanto che un giorno lo sorprese a infilarsi il costume di Cap, e da lì con un benevolo ricatto, ottenne di poter essere spalla del supereroe a stelle e strisce in cambio del mantenimento del segreto sulla sua identità.

[Cap e Bucky negli anni 40]

Quando il supercriminale nazista Barone Zemo riuscì a imprigionare i due, torturò lungamente Bucky davanti a Cap, e poi li legò entrambi a bordo di un nuovo tipo di “bomba volante” (una improbabile… V-3) destinata a scaricare su Londra una quantità spropositata di esplosivo.
Naturalmente Cap e Bucky riuscirono a liberarsi e a dirottare il razzo sui mari del nord, dove l’esplosione li fece precipitare entrambi nelle acque gelide tra i ghiacci polari.

Qui la leggenda racconta che, dopo molti anni, Namor scoprì il corpo congelato di Steve Rogers, usato come idolo da una tribù eschimese, e poi con l’intervento dei Vendicatori, il corpo fu recuperato e Capitan America ritornò in vita. Pare che il primo grido di Cap “scongelato” sia stato proprio “Bucky! nooo!” avendo ancora davanti agli occhi l’esplosione del razzo – ma per un bel po’ di tempo non ci fu più Bucky Barnes, e anzi una serie di comprimari marvel si alternò al fianco di Cap nelle sue varie incarnazioni.

Ok, e Bucky? (altro…)