Bucky Barnes aka Il soldato d’inverno aka…

Se vi chiedo a bruciapelo chi è Bucky, son sicuro che non saranno molti tra i tanti lettori che questo blog continua ad avere (grazie, a proposito!) a farsi avanti con la risposta esatta.

Bucky Barnes è il primo, storico compagno di Capitan America durante le imprese della Seconda guerra mondiale. Anzi, a dir la verità il sedicenne James Buchanan Barnes (Bucky!) era l’ombra del soldato Steve Rogers – tanto che un giorno lo sorprese a infilarsi il costume di Cap, e da lì con un benevolo ricatto, ottenne di poter essere spalla del supereroe a stelle e strisce in cambio del mantenimento del segreto sulla sua identità.

[Cap e Bucky negli anni 40]

Quando il supercriminale nazista Barone Zemo riuscì a imprigionare i due, torturò lungamente Bucky davanti a Cap, e poi li legò entrambi a bordo di un nuovo tipo di “bomba volante” (una improbabile… V-3) destinata a scaricare su Londra una quantità spropositata di esplosivo.
Naturalmente Cap e Bucky riuscirono a liberarsi e a dirottare il razzo sui mari del nord, dove l’esplosione li fece precipitare entrambi nelle acque gelide tra i ghiacci polari.

Qui la leggenda racconta che, dopo molti anni, Namor scoprì il corpo congelato di Steve Rogers, usato come idolo da una tribù eschimese, e poi con l’intervento dei Vendicatori, il corpo fu recuperato e Capitan America ritornò in vita. Pare che il primo grido di Cap “scongelato” sia stato proprio “Bucky! nooo!” avendo ancora davanti agli occhi l’esplosione del razzo – ma per un bel po’ di tempo non ci fu più Bucky Barnes, e anzi una serie di comprimari marvel si alternò al fianco di Cap nelle sue varie incarnazioni.

Ok, e Bucky?

Le storie di Ed Brubaker, disegnate secondo me benissimo da Steve Epting, raccontano che il generale sovietico Karpov condusse un sottomarino sulla scena dell’esplosione e recuperò il corpo di Bucky, congelato come quello di Cap ma senza un braccio, perso nell’esplosione. Dopo la rianimazione, Bucky si rivelò colpito da una amnesia totale, quindi fu ricondizionato e riaddestrato dal Kgb, che lo fornì di un braccio bionico e lo trasformò nel Soldato d’inverno, un agente segreto specializzato in assassinii coperti, tenuto in ibernazione tra una missione omicida e l’altra finchè non fu definitivamente “scongelato” da Alexander Lukin… e ebbe anche una relazione con la allora spia sovietica Vedova nera.

[Bucky in versione Soldato d’inverno – con il braccio bionico modello “Stella rossa”…]

Quando il Soldato d’inverno rapì l’agente SHIELD Sharon Carter, compagna “ufficiosa” di Cap, ci fu quello che tutti si aspettavano, ossia l’incontro tra Capitan America e il suo antico partner:

[Sparami. Se davvero non sai chi io sia, fallo e basta…]

Dietro a tutta la vicenda c’era il recupero del potentissimo cubo cosmico, che Cap infine utilizza con il suo vecchio compagno:

[Ricorda chi sei.]

Riacquistata la memoria, Bucky scappa in preda alla vergogna per quel che ha fatto negli ultimi anni, ma viene infine ricontattato da Nick Fury al riapparire dello storico nemico di Cap, il Teschio rosso, che ora controlla la mente dello “scongelatore” di Bucky, Alexander Lukin – e che sta dietro il terribile omicidio “kennediano” di Capitan America. L’omicidio a sua volta è una mossa a sorpresa di Lukin / Teschio rosso, che manda in frantumi il piano di Fury e Bucky di liberare Cap con una sortita prima del processo a cui doveva essere sottoposto per aver rifiutato l’atto di registrazione dei supereroi promosso da Tony Stark / Iron man, e avere in questo modo avviato tra gli eroi la Civil War che ha rigirato come un calzino il mondo marvel nell’ultimo anno.

Nelle ultime uscite di Civil war, o nei primi numeri dell’evento successivo, l’Iniziativa, le vicende di Bucky tornano ad intrecciarsi con gli altri eroi marvel; c’è Wolverine che lo trova sulla scena del delitto di Cap (Bucky ha già individuato e bloccato il cecchino assoldato dal Teschio rosso) – e il rapporto tra i due si riallaccia dopo che il Soldato d’inverno ebbe una responsabilità nella liberazione di Logan da Arma X – ma anche nella morte di sua moglie e suo figlio.

C’è anche Namor, uno dei pochi rimasti ad aver conosciuto Bucky fin dall’inizio, che lo individua tra la folla alle celebrazioni funebri di Cap e si dichiara felice del suo ritorno. E chissà che non arrivi anche Frank Castle, il Punitore, che ha appena vendicato a modo suo un tentativo di usurpare la memoria (e il costume) di Cap ad opera nientemeno che del clone di Hitler chiamato Seminatore d’odio.

C’è anche Falcon, uno dei successori di Bucky nel ruolo di spalla di Cap, che ha tenuto l’orazione funebre per Steve Rogers al posto di un Tony Stark senza parole, e che interviene a portare in salvo Bucky dopo che quest’ultimo ha praticamente raso al suolo un bar in cui un idiota aveva dato ad alta voce del traditore a Capitan America. E le ultime parole di Bucky, parole di disperazione e vendetta, sono proprio per Tony Stark.

In questo scenario, basta saper scrivere tre parole in Google e ricordarsi dei bozzetti preparati a suo tempo da Alex Ross, per scoprire cosa succederà in seguito.

C’è riuscito addirittura un quotidiano italiano, La Stampa, e lo ha rivelato con un articolo – che per il resto è una rassegna di imprecisioni, e si conclude con una monumentale storpiatura del nome di Cap in “Capitan American”. Va beh, meglio di niente. O no?

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