Joe Sacco, proprio oggi

Nel quasi totale disinteresse dei giornali italiani, arriva la notizia dell’arresto di Karadzic, il capo dei “serbi di Bosnia”, responsabile delll’assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica: il più grande massacro di civili della storia dopo la Seconda guerra mondiale,  fosse comuni scavate con le ruspe e un numero imprecisato di morti che potrebbe aggirarsi sui diecimila… – mentre i Caschi blu dell’Onu facevano finta di non vedere.

Insomma Karadzic è il responsabile di alcune tra le peggiori pagine di una guerra tremenda combattuta fuori dalla finestra di casa nostra, e che però in pochissimi ancora ricordano e in pochi anche allora avversarono e condannarono. Karadzic è stato “latitante” per 13 anni, e il fatto che a quanto pare sia stato arrestato su un autobus di Belgrado la dice lunga su quanto sia stato nascosto in verità, questo criminale di guerra che adesso finirà sotto processo al tribunale internazionale dell’Aja.

Mi sembra il giorno giusto per parlare finalmente di Joe Sacco e dei suoi reportage giornalistici a fumetti, alcuni dei quali fanno proprio riferimento al tremendo intrico di guerre combattute di fronte alle sdraio delle spiagge riminesi, poco più di 10 anni fa.

[Le bombe al mercato di Sarajevo, raccontate da Sacco]

Joe Sacco si è occupato di Jugoslavia in Gorazde: area protetta e in Neven; usciti entrambi da Mondadori – Strade blu, sono due reportage a fumetti che raccontano rispettivamente la vita (e la morte) nell’enclave bosniaca di Gorazde, in territorio serbo, e dentro all’assedio di Sarajevo, voluto e guidato proprio da Karadzic.

Un altro suo lavoro, Palestina, racconta la vita nei campi profughi – mentre si attende un suo prossimo lavoro a quanto pare dedicato all’Iraq.

Nato a Malta ma cresciuto negli USA nel solco di Art Spiegelman, Sacco ha un disegno minuzioso e un occhio capace di inquadrare e cogliere i particolari, raccontando storie ed emozioni come solo un vero giornalista e inviato di guerra è capace di fare. Per questo i suoi reportage a fumetti sono assolutamente da leggere, anche perchè mettono i riflettori su angoli del mondo che per tanti motivi, è più comodo non considerare – e lo fanno scavando e curiosando tra storie di tutti i giorni, bombe e milizie armate, quindi prendendosi molti più rischi (e approfondendo anche di più) di quanto per esempio faccia il pur ottimo Delisle:

[uccisioni per pulizia etnica raccontate da Sacco]

Mi sembra il giorno giusto, oggi, per invitare tutti a cercarsi i fumetti di Sacco, e a leggerli per ricordare cosa succedeva, poco più di dieci anni fa, dall’altra parte del mare che magari avrete davanti agli occhi nei prossimi giorni.

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