Batman il cavaliere …infinito.

Sono andato a vedere l’ultimo film tratto dalle avventure dell’eroe probabilmente più interessante del mondo DC Comics, soprattutto attirato dal titolo, che richiama quello di una immortale graphic novel sul Pipistrello scritta dal solito Frank Miller: Il (ritorno del) cavaliere oscuro.

In verità, già dal trailer avevo ampiamente capito che il lavoro di Miller per una volta non c’entra niente, ma ci sono andato lo stesso, anche incuriosito da alcuni abbozzi di “continuity” tra il precedente Batman Begins (come l’introduzione della figura del procuratore Harvey Dent…) e quest’ultimo bat-film:

Dunque se volete, sto per parlarvi del film. Se invece non l’avete ancora visto, andate al cinema e poi tornate qui, senza che vi rovini nessuna sorpresa.

Ci siamo? Allora cominciamo.

Cominciamo dal titolo di questo post: il film è… infinito. Dura tantissimo, circa due ore e mezza (153 minuti per la precisione) mettendo insieme diverse storie e diversi passaggi della vicenda del Pipistrello – e questo secondo me è già un limite. Ce n’era abbastanza per fare almeno due film, che sarebbero andati giù mooolto più facilmente. Inoltre, nonostante tutta la lunghezza, uno dei personaggi più interessanti del mondo dei bat-cattivi, ossia DueFacce (che aspettavo al varco fin dall’introduzione di Harvey Dent nel precedente Batman begins…) viene liquidato in venti minuti scarsi alla fine, facendolo pure morire e quindi privandoci per sempre della possibilità di ritrovarlo – ad esempio in un possibile futuro film su Arkham Asylum che magari qualcuno prima o poi potrebbe aver voglia di fare…

Non metterei tra i punti negativi quello che i drughi dell’Arancia meccanica avrebbero definito l’amata ultraviolenza, ma scommetto che qualcuno/a ha chiuso gli occhi più di una volta; mi resta semplicemente la domanda sull’utilità, sembrava di essere in un film di De Palma che poi però finisce svaporando…

Detto questo, penso che il punto positivo del film sia nel cast, fatto di attori veri e in gran forma: dall’apparentemente dimesso Gary Oldman nel ruolo del commissario Gordon, al sornione Morgan Freeman che interpreta l’inventore di tutti i bat-gadgets Lucius Fox, al ghignante Aaron Eckhart nel ruolo di Harvey Dent / DueFacce (clamoroso anche l’effetto che rende la metà faccia sfigurata perfettamente pari a quella dei fumetti!), all’immenso (e a questo punto, compianto) Heath Ledger nel ruolo del Joker.

Insomma questo non è il film di Batman / Christian Bale (un fighetto insopportabile…) nè tantomeno della “povera amante sacrificata”  Rachel Dawes / Maggie Gyllenhaal (secondo me la più brutta che si potesse mettere in quel ruolo… ma che naso ha?! Tanto per dire, prima di lei le protagoniste femminili dei bat-films sono state Kim Basinger, Michelle Pfeiffer, Uma Thurman…).

Questo è il film di Joker, il film dove finalmente emerge quello che rende inscindibile e fondamentale il rapporto tra il clown e il pipistrello e che (qui si, recuperando Miller e anche Arkham Asylum) viene ribadito più volte: Joker e Batman non sono altro che due facce della stessa medaglia, e come tali sono inconciliabili ma indivisibili…

Altra cosa che mi è piaciuta molto è l’idea di far agire Joker come un agente del caos, come lui stesso si racconta a DueFacce: non il solito bombarolo coi giocattoli che esplodono, ma una mente sottilmente diabolica che riesce a far commettere agli altri il passo fatale che li porta dalla parte del crimine. Tanto che non c’è altro da fare, alla fine, che riconoscere la vittoria del Joker e però negargliene il premio (il riconoscimento degli omicidi compiuti dal “simbolo della riscossa di Gotham” Harvey Dent, diventato DueFacce) – ma a quale prezzo? Accusandone lo stesso Batman.

Forse, questo futuro Batman colpevole e reso più “dark” da questa colpa, potrà finalmente rappresentare la storia scritta per lui da Miller, quella per dire, in cui riempie di mazzate un Superman servo di Reagan e dell’imperialismo americano, trasforma un’orda di devianti “mutanti” in un esercito rivoluzionario e costringe Joker al suicidio, pur di non cadere in mano sua ammettendo la sconfitta… però dubito che vedremo queste cose sullo schermo – a meno che non ci pensi Miller stesso…

[ leggetevi il saggio sul fumetto di Miller da Fumettidicarta.it ]

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One Comment su “Batman il cavaliere …infinito.”

  1. Ferruccio Says:

    Ho amato questo film già dalla rapina in banca. Io lo trovo denso di simboli. I personaggi hanno un’interazione simbolica altissima.
    Innanzi tutto al centro del film c’è il dualismo tra Batman e Joker: entrambi violenti, ma il primo violento per ristabilire l’ordine, l’altro per alimentare il caos.
    Harvey Dent funge da cassa di risonanza alle due figure centrali, essendo a tratti il doppione non mascherato di Batman, ed alla fine un Joker Jr. (sebbene non agisca in maniera caotica, ma in maniera precisa anche se lascia l’esito finale al “caso”).
    Rachel, che trovo una donna abbastanza attraente, invece controbilancia la vita di Bruce: è singolare che un uomo che si circonda, e probabilmente si tromba, donne perfette che sembrano disegnate, ami la donna “più bruttina” del film (l’unica donna reale in definitiva di tutto il film) e voglia rinunciare non solo a Batman, ma alla vita di copertina del magnate Wayne per lei.
    Poi abbiamo Alfred, Gordon e Fox che sono l’appiglio morale del Batman, coloro i quali tracciano la linea fra essere il guardiano di Ghotam ed un giustiziere della setta delle Ombre. Quindi all’interno del film abbiamo questi personaggi che contribuiscono a creare, come si vedrà alla fine del film, quello che diverrà il Batman definitivo, maturo pronto per il suo ruolo. Batman Begins è il film della genesi, Batman The Dark Knight è il film della formazione di un super eroe: un carattere che si forma attraverso la conoscienza del proprio lato oscuro (Joker), il contatto con la propria parte luminosa (Dent), che ad ogni minuto che passa può essere spenta (Due Facce dopo la chiaccherata col Joker), se non si rimane ancorati ai propri principi (Gordon, Alfred e Lucius), anche se bisogna sacrificare la propria vita, non perfetta ma appagante dal punto di vista emotivo (Rechel… che letteralmente sacrifica consapevolmente scegliendo di occuparsi del recupero di Dent personalmente, lasciando la donna alla polizia).
    Quando sai quello che devi fare, o meglio conosci la pasta di cui sei fatto, allora affronti i sacrifici che ti vengono richiesti (Batman ricercato per omicidio).
    Non penso, per concludere, che Due Facce sia morto, ma Dent sì, con tanto di funerale dell’eroe (in parte anche il funerale del Batman della genesi). Quindi il nemico sfigurato probabilmente tornerà in uno dei prossimi film, sempre a mio avviso.


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