Chrome: fumetti, google e opensource

Ciao a tutti!

Sono tornato dalle vacanze e ho trovato una bella sorpresa: un colosso del web come Google usa i fumetti per presentare la sua nuova creatura, che a sua volta è molto interessante e tocca temi a me particolarmente cari: si tratta di un nuovo browser (ossia un programma di navigazione internet, Come Internet Explorer o Firefox o Safari…) progettato da zero dal team di Google con in mente i nuovi scenari del web 2.0, integrato con le tante applicazioni già diffuse da Google (pensate a Maps, o a Google Earth…) e soprattutto progettato in maniera opensource. Si chiama CHROME.

Open source vuol dire, tecnicamente, che chiunque può vedere come è fatto il programma, metterci le mani e migliorarlo. Non ho ancora verificato i dettagli, ma di solito il software opensource mette due vincoli: non potete prendere e rivendere per soldi quello che noi stiamo distribuendo gratis, e se fate migliorie o modifiche, dovete a vostra volta redistribuirle gratuitamente e nella maniera aperta.
Per dire, tutto il meraviglioso mondo dei sistemi GNU Linux funziona in questo modo.

I browser sono storicamente il campo di battaglia preferito nella guerra tra i software “chiusi” (quelli Microsoft in testa) e quelli aperti, e dei due modi di vedere il business informatico (e anche il mondo….) che ci stanno dietro: prima di Chrome viene Firefox, tuttora vivo e vegeto (io lo uso al posto di Internet Explorer con grande soddisfazione), e prima ancora Netscape Navigator, che proprio in risposta a Microsoft decise per primo di “aprire” il software.

Spero di avervi almeno incuriosito e messo nell’orecchio la pulce che non di solo Windows possa vivere il vostro computer… se poi vi leggete il fumetto di Google magari ne parliamo!

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6 commenti su “Chrome: fumetti, google e opensource”

  1. guiodic Says:

    Devo correggere alcune imprecisioni:

    di solito il software opensource mette due vincoli: non potete prendere e rivendere per soldi quello che noi stiamo distribuendo gratis

    Falso. Invece l’open-source si basa proprio sul fatto che puoi guadagnare vendendo o dando assistenza per il software, anche quello altrui.

    se fate migliorie o modifiche, dovete a vostra volta redistribuirle gratuitamente e nella maniera aperta

    Vero, ma non sempre, solo per alcuni tipi di licenze come la GNU GPL. Google Chrome, invece, è rilasciato sotto licenza di tipo BSD che permette al contrario di ridistribuire le modifiche sotto altra licenza o addirittura di chiudere il codice.

    progettato da zero dal team di Google

    Non è del tutto vero. Chrome è basato su webkit, il motore di rendering di Safari, a sua volta derivato da khtml, il motore di rendering di konqueror, il browser per KDE (un ambiente grafico per GNU/Linux e altri sistemi Unix).

    prima di Chrome viene Firefox, tuttora vivo e vegeto

    Detto così sembra che stava per morire🙂 In realtà Firefox ha segnato in luglio il guiness dei primati in fatto di download.
    Attualmente è usato da circa il 20% dell’utenza Internet ed è senz’altro il software open-source più conosciuto.

  2. michelefrost Says:

    Grazie delle puntualizzazioni, naturalmente io ho scritto un articolo per un blog di fumetti, non per slashdot… quindi mi sembrava il caso di semplificare e velocizzare.

    Sul tuo primo “falso” in ogni caso, dissento: una cosa è vendere assistenza, installazione, sviluppo, mentre tutt’altro è ri-vendere come proprio il software open altrui… che non si fa.

    Per il resto, “non ho ancora verificato i dettagli” vuol dire, in una lingua fatta per i lettori di un blog di fumetti, e non per super-geeks, che non avevo controllato ancora se chrome fosse GPL o altro. Io naturalmente avevo in testa, descrivendo grossolanamente il concetto di opensource, proprio la GPL che per me è il suo pilastro. Ma non è il caso di dibatterne qui.

    Infine la filosofia d’uso, l’interfaccia, ecc. ecc. sono totalmente opera di Google, e di questo parlavo in quanto a progettazione. Del resto, o WebKit o Gecko o… da qualche parte si appoggiano tutti all’esistente, per il rendering.

    In ogni caso, a parte queste questioni… il fumetto?😀

  3. gastaweb Says:

    Perfavore non usate questo nuovo browser. Io credo che non vada per niente bene che il mondo intero faccia quintali di pubblicità gratuita ad un prodotto a cui non vael la pena farla. Tanto è gratis si potrebbe affermare, ma avete solo vagamente idea della crescita del valore azionario che sviluppa una mossa da parte di google come questa. OpenSource un bel niente, almeno nel senso che i guadagni in realtà sono immensi. Altro punto tra le altre cose, è stato publicizzata in maniera sproporzionata la sua velocità, ma di che tipo di velocità si tratta qualcuno se lo è chiesto? A quanto pare si, visto che i dati dicono solo velocità nel caricare il java, cioè la piattaforma su cui sono sviluppati i servizi google. Quindi a velocità complessiva, per Tutti i linguaggi web, il migliore è ancora Safari. Ultima cosa, riguardo a interpretazione del linguaggio in cui è scritto il sito, Chrome è pessimo, nel senso che ci mostra le pagine un po come vuole. Ecco i link:


  4. michelefrost Says:

    Cari geeks (ossia… assatanati del computer, con una pessima traduzione che attirerà altri commenti), se guardate il titolo e la pagina Info di questo blog, non dovrebbe essere difficile capire che qui si parla di FUMETTI.

    Ok, condivido tratti del vostro interesse, sono un fan dell’opensource ecc ecc ma questo post si focalizza sul fatto che per promuovere Chrome. Google ha usato i FUMETTI.

    Quindi o si parla di questo, o i prossimi commenti da geek li sego direttamente. Ok?

    (anche perchè, se le azioni di google salgono con operazioni così, io sono contento per loro – e sapere che Safari è il browser migliore del mondo interessa solo gli utenti Mac che non sono propriamente la maggioranza nel mondo…)

  5. guiodic Says:

    Sul tuo primo “falso” in ogni caso, dissento: una cosa è vendere assistenza, installazione, sviluppo, mentre tutt’altro è ri-vendere come proprio il software open altrui… che non si fa.

    Perdonami l’OT, ma….
    E’ perfettamente legale farlo, lo fanno tutte le distribuzioni GNU/Linux commerciali (come Red Hat, Suse, Xandros, ecc) che vendono i loro sistemi composti in larga parte da software altrui.

  6. gastaweb Says:

    haha…è vero. Guarda come mi son ridotto ad accanirmi su semplici peculiarità informatiche quando potrei semplicemente leggere il mio fumetto preferito: Paperino.
    Viva i fumetti.


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